Social Media Manager: cosa fa? (e quanto guadagna?)

social media manager

In un mondo raccontato attraverso i social non tutti conoscono realmente gli strumenti e le potenzialità del social media marketing. Quest’ultimo rappresenta un potente mezzo per trovare e creare connessioni con nuovi clienti oltre a fidelizzare quelli già acquisiti.

Il Social Media Marketing o SMM (spesso chiamato anche social network marketing, social marketing o anche Facebook Marketing e chi più ne ha più ne metta) è una branca del web marketing applicato ai social network.

È in grado di sfruttare la capacità che social media e app web-social hanno di generare engagement (interazione) e social sharing (condivisione) per far aumentare la visibilità e la notorietà di un brand (sia esso un prodotto o servizio, un libero professionista o un personaggio pubblico).

E chi si occupa di Social Media Marketing?
Chiaramente la figura preposta a quest’attività è il Social Media Manager.

Ma cosa vuol dire essere Social Media Manager? Quali sono le attività che gestisce? 

Quanto andrebbe pagato un buon Social Media Manager?
(Secondo te può arrivare a guadagnare più di 50.000€ annui?)

A queste e molte altre domande risponderemo in questo articolo.

social media marketing

Identikit del social media manager

Cosa fai nella vita? Il social media manager.

Definire in maniera accademica il ruolo del social media manager non è per niente semplice. E non è neanche il nostro obiettivo (anche se a Google piacciono le definizioni …).

Per comprendere veramente questa professione è bene citare le attività che è chiamato a svolgere un social media manager. E per quanto molti possano pensare che siano poche, non lo sono affatto!

Il Social Media Manager è la figura dell’azienda incaricata di gestire il marketing e la pubblicità sui canali Social. Questa gestione include numerosi task: pianificazione, strategia e definizione degli obiettivi; sviluppo della brand awareness e gestione della reputazione online; creazione dei contenuti e generazione di traffico in entrata; coltivare contatti e supporto alle vendite; gestione della community e moderazione pagine.

Per questo motivo il social media manager è per natura un po’ bipolare: deve essere creativo ma anche uno stratega, conoscere la tecnica senza scadere nella retorica e tenersi continuamente aggiornato sulle novità. Deve conoscere il pubblico a cui si rivolge e saperlo intrattenere per trasformare clienti in veri testimonial del brand.

Pensi ancora che fare il social media manager sia una passeggiata? Bene, allora continua a leggere questo articolo.

Social media vs media tradizionali

Quando qualcuno usa il termine “Social media” dovrebbe sapere che si sta riferendo a tutti quei mezzi di comunicazione che rendono possibile creazione, condivisione e scambio di contenuti generati dagli utenti attraverso l’uso di piattaforme (le famose web-based).

I social media non sono semplicemente piattaforme attraverso cui condividere post o seguire influencer ma soprattutto community per la creazione di contenuti, luoghi d’incontro (virtuali), forum di discussione e strumenti da utilizzare all’interno di una più ampia strategia di marketing e advertising.

Un gruppo di applicazioni internet-based che costituiscono i fondamenti ideologici e tecnologici del web 2.0 e che consentono la creazione e lo scambio di user-generated content” direbbero Andreas Kaplan e Michael Haenlein che hanno dato una definizione molto chiara dei social media.

La caratteristica principale che li contrappone ai Media Tradizionali è quindi  propria l’orizzontalità nella creazione e diffusione dei contenuti.

A differenza dei media tradizionali nei media sociali tutti i soggetti sono posti sullo stesso livello. Le stesse aziende non hanno più potere né controllo sui contenuti prodotti dagli utenti ma costituiscono un nodo di una rete più ampia.

E in questo senso hanno segnato un grande cambiamento: hanno cambiato i ruoli della comunicazione e al tempo stesso le modalità. Il messaggio è multidirezionale (“many to many” o “peer to peer”). Tutto diventa mezzo di dialogo e l’emittente ed il ricevente si alternano in un flusso continuo di ruoli, ma privo di gerarchie.

Differenza tra social media e social network

Un altro errore che spesso molti commettono è quello di associare i social media con i social network. In verità i social network costituiscono solo una parte del vasto universo dei media sociali composto da molte piattaforme diverse tra loro.

I social network rappresentano una vera e propria rete di persone, connesse, organizzate tra loro e accomunate da interessi comuni.

Affinché un medium sociale possa essere definito un social network deve rispettare tre caratteristiche fondamentali. A dircelo è Andrea Ceron in “Social media e sentiment analysis“. Queste 3 caratteristiche fondamentali sono:

1)deve prevedere degli utenti specifici, cioè persone o organizzazioni che hanno creato un profilo specifico per accedere al network;

2)gli utenti registrati devono essere collegati tra loro attraverso un legame che può essere simmetrico o asimmetrico;

3)gli utenti registrati devono avere la possibilità di comunicare in modo interattivo.

I social media sono mezzi attraverso cui condividere contenuti, mentre un social network è un particolare tipo di medium all’interno del quale nasce e cresce una community sulla base di un interesse comune.

social media

Le competenze necessarie di un social media manager

Ogni azienda dovrebbe avere un intero reparto dedicato al Social Media Marketing. Sarebbe un sogno ma la realtà spesso non è questa. Infatti solo in aziende molto strutturate, che hanno un intero reparto dedicato al Social Media Marketing ogni risorsa ha un compito specifico: c’è il Social Media Strategist, il Content Manager, il Community Manager, l’analista, il Social Media Campaign Manager, chi si occupa dei contenuti grafici e chi del videomaking.

Non essendo così per moltissime altre realtà, spesso in queste tutti i compiti vengono assolti dalla stessa persona o da un team ridotto all’osso.

Ecco perché un Social Media Manager oggi è chiamato ad avere non solo competenze in ambito marketing ma anche tutte una serie di skill che provengono dal mondo della Content Creation.

La bravura di un Social Media Manager di esperienza sta però anche nel fatto di saper individuare le figure adeguate per svolgere attività di cui non può occuparsi (foto, video, grafica ecc …).

Come dicevamo prima, deve essere Creativo e matematico, stratega e visionario. Anche se per molti tutti possono fare i social media manager, la realtà è che solo pochi riescono a farlo davvero bene.

Ma quali sono, al netto di questa premessa, le competenze e le attività quotidiane di un Social Media Manager?

Strategia social: sviluppare il brand

Una delle prime cose che un social media manager è chiamato a fare è quella di capire la value proposition del suo committente. Senza questa non potrà promuovere e potenziare al meglio il brand/servizio/personaggio sui social.

Essendo costantemente esposto al giudizio della propria audience, il social media manager deve essere in grado di conoscere il pubblico al quale parla. Ecco perché il secondo step fondamentale è quello di identificare l’audience, conoscerla, studiarla e trovare il tono di voce adeguato da utilizzare.

Identificare i clienti target

Un social media manager deve sapere che il prodotto/servizio/personaggio che si vuole promuovere non è per tutti e non deve parlare a tutti.

In questo sono le buyer personas a venirci incontro. Devono essere identificate in maniera corretta e realistica e questo per ogni singolo social.

Il pubblico di facebook al quale ci si vuole rivolgere ha un’età ben diversa potenzialmente da quello di TikTok (tanto per intenderci).

Impostare obiettivi chiari

Visto che parliamo di Marketing anche per un social media manager è necessario identificare e impostare obiettivi chiari e realistici. Utilizzare KPI dei social in modo corretto e chiaro ci permettere di conoscere e condividere con il nostro committente la meta verso la quale puntiamo.

Il fine a cui mirare è sicuramente la conversione: l’acquisto di un prodotto, la compilazione di un form o la sottoscrizione di una newsletter/abbonamento. Una pagina con tanti fan, tante interazioni e nessuna conversione non è certamente un risultato che può soddisfare un social media manager.

Queste sono solo delle vanity metrics, di cui abbiamo parlato nell’articolo dedicato alle metriche fondamentali e che ragionano sul raggiungimento di obiettivi quantitativi che non portano un reale beneficio al business.

Spesso gli obiettivi più comuni e quindi gli ostacoli che andrebbero superati con il lavoro di un social media manager riguardano:

1)traffico del sito Web insufficiente e/o pochi visitatori;

2)debole consapevolezza del marchio;

3)retention del cliente in calo

4)scarsa reputazione online

5)vendite difficili

Ed è con solo una strategia social attentamente strutturata che si cerca di superare queste problematiche.

social media manager

Redazione e declinazione di contenuti di qualità

Un social media manager deve essere in grado di sapere di quale contenuto ha bisogno e in che modo proporlo al pubblico. Nell’era della content creation le tipologie di contenuti che si stanno dimostrando essere i più fruiti sono sicuramente i contenuti visivi.

Questo perché il contenuto visivo ha un effetto duraturo sull’audience. Ogni contenuto deve però essere coordinata con tutta la comunicazione per una coerenza nel messaggio e nella forma.

Che si tratti di aggiornamenti di stato con immagini, di video su YouTube o di annunci su Facebook, quello che il pubblico vede è ciò che ricorderà. Il Social Media Manager deve assicurarsi che ogni contenuto sia in grado di generare engagement (interazione).

Ormai gli utenti non vogliono essere bombardati di messaggi pubblicitari ma essere coinvolti in un racconto che sia immersivo, interattivo ed originale.

In questo senso affidarsi a contenuti UGC (User Generated Content) legati ad attività di gamification o prodotti da influencer e creator capaci di coinvolgere la propria fanbase in modo organico è la sfida più importante. Importante e molto difficile!

Pubblicazione e moderazione delle pagine

Un Social Media Manager, dopo essersi chiuso a pianificare una strategia adeguata con gli elementi descritti in precedenza,  dovrà calarsi nei panni di community manager. Per fare questo dovrà saper ascoltare, osservare, rispondere, porre domande e coinvolgere il pubblico.

E in questo è fondamentale conoscere il tono di voce della realtà a nome di cui si parla oltre a ciò che offre (prodotti/servizi) e le linee guida di comunicazione per poter dare risposte a domande e commenti degli utenti. Questo sempre per mantenere una certa coerenza tra la comunicazione social e lo stile dell’azienda che si rappresenta.

La relazione con il consumatore sui social è diretta e personale: non rispondere ai propri utenti, ignorare le critiche o replicare in modo polemico è il peggior errore che si possa commettere.

Il Social Media Manager, nel suo dover esser biopolare, è chiamato anche a vestire i panni di moderatore e venditore.

Gestione delle inserzioni: campagne e sponsored post

Sponsorizzare un contenuto è diventato sinonimo di sopravvivenza agli algoritmi delle piattaforme (facebook docet). Inutile girarci intorno: i Social Media sono diventati dei canali “a pagamento”.

Un piano editoriale, il migliore che possiamo realizzare, non darà i risultati desiderati se non prevederà dei post sponsorizzati. Questo perché ormai la reach di un post organico è sempre più ridotta.

E allora ci sia affida ad attività come quelle di Facebook Ads, Instagram Ads o le campagne LinkedIn.

Strumenti molto preziosi per amplificare il proprio messaggio e raggiungere buoni risultati a fronte di investimenti non eccessivi.

Gestire campagne online implica un insieme di skill strategiche e tecniche non indifferenti che un social media manager deve conoscere e saper applicare, almeno ad un livello base. A tal proposito abbiamo realizzato un articolo sui 4 elementi da testare per migliorare le tue campagne Marketing (leggi l’articolo).

Le competenze che deve avere in questo ambito, così come per altre attività, sono eterogenee e spaziano dalla creatività per la scelta dei contenuti multimediali,  la scrittura di un copy persuasivo per l’annuncio, la capacità di gestire il budget, gestire gli A/B test su annunci diversi, settare correttamente i goal e analizzare gli insights.

Ancora convinto che fare il social media manager sia davvero facile?

Le prossime righe ti faranno cambiare idea.

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Monitoraggio e reportistica: actionable insights

Un SMM, per potere avere il quadro della situazione chiaro sui risultati delle attività svolte deve saper leggere i social analytics, sia dei canali organici che a pagamento.

Gli insights principali da tenere sotto controllo e sui quali poi il Social Media Manager realizzarà un report sono:

1) crescita del pubblico;

2) profilo del pubblico;

3) coinvolgimento del pubblico (Engagement Rate);

4) copertura dei contenuti;

5) coinvolgimento per tipo di contenuto

6) conversioni e traffico di referral verso il sito;

7) feedback (recensioni e commenti sia positivi che negativi).

Sarebbe cosa buona e giusta misurare i risultati su base giornaliera (o per lo meno almeno settimanale). Il motivo è pressoché intuibile: questi dati sono importanti per essere rapportati con gli obiettivi generali di marketing settati all’inizio delle attività e quindi ci possono fornire una chiara comprensione della strategia o della necessità di un fine-tune su messaggi, pubblico e tipologia di contenuti.

Quali sono i media sociali più importanti?

Abbiamo visto che non tutti i social media sono social network. Aiutarsi con esempi concreti offrendo un elenco dei media sociali più importanti può essere molto utile.

I media sociali possono essere divisi in sei diverse tipologie. Per ognuna di queste citeremo alcuni esempi:

Partiamo dai collaborative project. Sono siti web che consentono la creazione simultanea di contenuti da parte degli utenti. Sono caratterizzati da un livello di informazioni richieste basso e da un’interazione tra gli utenti quasi inesistente. L’esempio classico è Wikipedia.

Poi troviamo i blog e microblog. Permettono un livello di interazione maggiore attraverso la possibilità di commentare i post, come accade con WordPress.

I content community sono invece piattaforme che consentono la condivisione di contenuti tra gli utenti, non richiedono informazioni personali dettagliate né tantomeno la creazione di un profilo. Un esempio tra tutti è YouTube.

Ci sono poi i social network site ovvero la tipologia che maggiormente genera confusione. Rappresentano tutte quelle piattaforme in cui un utente può creare il proprio profilo personale, interagire con gli altri utenti attraverso la messaggistica istantanea e condividere contenuti di vario tipo (es: Facebook, Instagram ecc …).

Infine troviamo i cosiddetti virtual world. Sono piattaforme in cui gli utenti possono interagire tra loro assumendo la forma di un avatar in un mondo simulato e si dividono in virtual game world e virtual social world. Per esempio il videogame Fortnite o il mondo virtuale di Second Life.

quiver marketing

Perché investire nel social media marketing?

Oggi è possibile fare a meno del Social Media Marketing? Se prendiamo in considerazione come sono cambiate le caratteristiche dei consumatori e le modalità con le quali oggi si acquista, è chiaro che avere una presenza digitale ed una reputazione positiva sui social è diventato necessario.

Molto importante è affidarsi a dei professionisti in grado di gestire il social in maniera adeguata alle proprie esigenze. Affidarsi ad un Social Media Manager significa avere una risorsa in grado di permettere al proprio business di potersi raccontare, farsi conoscere, fidelizzare e intrattenere la propria audience.

Per fare questo le ipotesi sono principalmente due: avere uno o più specialisti interni al proprio team oppure affidarsi ad una realtà che opera in questo settore.

Quanto guadagna un social media manager?

Arriviamo alla domanda che sicuramente ti sei posto già: quanto dovrebbe costare il lavoro di un Social Media Manager? Nell’ambito digitale è sempre difficile fissare una cifra tot per una determinata attività.

Diciamo le cose come stanno:
un Social Media Manager che sappia fare bene tutte le attività che abbiamo descritto nell’articolo vale tanto oro quanto pesa.

Ma è anche una figura quasi “mitologica”.

Perché tutto dipende dall’esperienza del professionista.

Un Social Media Manager d’esperienza, con competenze strategiche e con ricco portfolio di case study di successo, avrà un reddito annuo di tutto rispetto, di oltre 50.000€ lordi.

Se invece ci riferiamo a figure Junior i compensi sono nettamente minori all’inizio(dai 20K ai 30k lordi), anche se con un buon potenziale di crescita nel tempo.

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Dai un’occhiata a quali sono i 5 modi migliori per scegliere un’Agenzia (leggi l’articolo).

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