Le heatmaps sono una rappresentazione grafica di dati rappresentati attraverso i colori e, nel caso specifico del web, servono a capire come si muovono gli utenti sul vostro sito web, dove si concentrano i clic, e consentono di registrare intere sessioni di navigazione in video.
A seconda delle loro funzionalità, le mappe di calore sono divise in tre tipologie diverse:
HOVER MAP:
Tracciano gli spostamenti del mouse sulla pagina che l’utente sta visitando. Il mouse starebbe a rappresentare il movimento oculare sulla pagina web, in realtà il movimento oculare dell’utente non corrisponde sempre al movimento che la stessa persona imprime al mouse.
Questo metodo di analisi è quindi considerato meno attendibile agli altri.
CLICK MAP:
Sono molto importanti per capire dove le persone agiscono sulla nostra pagina web, cioè quali sono le call to action o i link, video e immagini che attirano la loro attenzione. Se abbiamo un contenuto con cui le persone interagiscono non ottimizzato, forse sarebbe utile sfruttare al meglio questa nostra risorsa.
Anche queste tipologie di mappe vanno lette in base ai colori: un contenuto evidenziato di rosso ha avuto più clic, blu meno e bianco o giallo indicano una zona con un’alta concentrazione di interazioni.
SCROLL MAP:
Ci aiutano a capire fino a che punto un utente scorra la pagina che sta visualizzando. Spesso gli articoli di blog e le landing page, per essere esplicativi, presentano contenuti molto lunghi da leggere: le scroll maps in questo caso possono rivelarsi molto utili.
Possono indicarci una potenziale mancanza di navigazione dell’intera pagina da parte di un utente, così da permetterci di sistemare i contenuti o le call to action più importanti in posizione predominante, o di accorgerci di potenziali mancanze di interesse generate da temi da noi trattati.
Inoltre, le scroll maps possono indicare una mancanza di legami tra vari contenuti della pagina.